Wedding planner & wedding coordinator: qual è la differenza?

Una delle domande che più spesso mi vengono poste è qual è la differenza tra wedding planner e wedding coordinator?

Come faccio a capire cosa voglio fare?

Per rispondere a queste domande mi è sembrato opportuno intervistare una vera Wedding Coordinator, Claudia di Colorato di Pink che, ormai da anni, si occupa di coordinare matrimoni in tutta Italia.






1. Qual è la principale differenza tra wedding planner e wedding coordinator?

La differenza principale sta nel coinvolgimento della professionista: una planner, come dice la parola, gestisce tutta l'organizzazione intervenendo attivamente nella scelta dei fornitori. Per una planner, il coordinamento è solo il completamento di un lavoro iniziato molti mesi prima. La coordinator, invece, accompagna e affianca la coppia nell'organizzazione, lasciando il divertimento di scegliere i fornitori e tutti i dettagli alla sposa, in autonomia, che così può anche scegliere i fornitori che preferisce e di cui già si fida, e subentrando solo per fare in modo che "tutto funzioni". Fondamentalmente, la sposa lascia il controllo a una persona di cui si fida e che sa potrà gestire quella giornata come se fosse lei stessa a farlo.


2. Sei una delle poche in Italia ad essere specializzata in questo e senza ombra di dubbio sei stata la prima. Come hai scelto di approcciarti a questa professione? Come la hai scoperta?

L'approccio, come capita spesso, è stato di tipo personale.

Mi sono sposata per la prima volta nel 2009: lavoravo nell'organizzazione degli eventi, sapevo già a chi rivolgermi per il mio matrimonio e una planner che mi seguisse dall'inizio alla fine non mi serviva. Pensavo di poter fare tutto, invece, sotto data, mi sono accorta che quel giorno non potevo controllare nulla perché... ero la sposa! Ho pensato che non potevo essere sola nel mondo ad avere avuto questo pensiero, così ho cominciato a "cercare" altre ragazze che si trovavano nella mia stessa situazione. Nel 2019, poi, quando mi sono risposata, ho sperimentato l'utilità del coordinamento in prima persona: dopo tanti anni negli eventi non avevo decisamente bisogno di una planner, ma poter cedere il controllo di quel giorno al mio staff è stato davvero magico.


3. Spesso le persone si domandano quale sia il percorso professionale alla base di questo lavoro, tu come hai iniziato ed in che modo ti sei specializzata?

Io racconto sempre di essere stata fortunata, perché ho trovato subito il mio posto nel mondo. Dopo la scuola ho iniziato a lavorare in una società che organizzava eventi e lì ho capito che quello era il mio mondo. Ma... mi mancava ancora qualcosa. Quando ho aiutato la mia collega a organizzare il suo matrimonio (era il lontano 2006) mi sono accorta che, forse, anche quella sarebbe potuta essere una professione. In realtà non ho fatto corsi particolari, anzi, ho portato l'esperienza negli eventi aziendali al wedding.


4. Qual è la tua clientela?In cosa si differenzia dalla clientela di un wedding planner?

La mia sposa ideale è una sposa organizzata, super precisa, molto attenta ai dettagli che sa organizzare un evento. Cerca qualcuno come lei, che la capisca nella sua mania di controllo, di cui potersi fidare e a cui può lasciare, per un giorno, il controllo di tutto e godersi senza pensieri un giorno meraviglioso.


5. So che lavori in tutta Italia, quali sono le regioni in cui preferisci lavorare e perché?

Lavoro in tutta Italia, ma preferisco lavorare nelle mie zone. Sono nata a Como e mi sono trasferita a Milano da 15 anni, sono molto "del nord" e quando mi trovo a lavorare fuori regione sono io a dover reimparare abitudini e tradizioni. Ovviamente non è un problema, come coordinator devo fare in modo che tutto sia come la sposa si è immaginata!


6. In attesa di futuri DPCM e informazioni sul da farsi, come stai tranquillizzando le tue spose e in che modo stai affrontando, lavorativamente, questo clima di incertezza?

Durante i mesi di inattività non sono stata ferma e ho lanciato diverse iniziative per far sentire le spose in compagnia. Ho lanciato il mio gruppo FB (Il Ghetto del Taffetà), organizzo webinar mensili in cui parlo di un argomento specifico, continuo a produrre podcast ogni mercoledì e ho sempre risposto a tutte le ragazze che mi hanno fatto domande sul mio profilo Instagram.


7. Negli ultimi mesi, in pieno lockdown, hai scritto un libro (che trovate qui), lanciato un gruppo fb, creato una box per future spose e a breve lancerai anche un corso di formazione. Si può dire che per te il 2020 sia stato un anno di svolta. Come ti sono venute tutte queste idee e in che modo hanno influenzato il tuo lavoro?

Sono un vulcano, sono del sagittario e stare ferma non so nemmeno come si fa. Dopo un iniziale momento di incertezza, comune, ho pensato che questo fermo era il tempo perfetto per poter fare tutto quello che ho sempre rimandato per mancanza di tempo. Insomma, la scusa principale che avevo usato adesso non c'era più. Tutte queste attività hanno permesso di raggiungere tante ragazze nuove e di far conoscere il mio lavoro. Anzi, davanti a matrimoni spostati già organizzati, la figura della coordinator è stata quasi una salvezza.


8. Di cosa parlerà il corso e quando inizierà?

Il corso per diventare wedding coordinator fornirà basi solide a tutte le wedding planner che deisderano specializzarsi per raggiungere un target diverso. Non solo insegnerà il mio metodo, ma le informazioni e le competenze saranno supportate anche da dritte pratiche di marketing e di imprenditoria. Prima di ogni corsa, le wedding planner devono capire che il loro vero lavoro è "fare le imprenditrici". Il corso inizierà il 24 maggio ed è possibile prenotarsi a questo link.


9. Cosa consigli a chi desidera approcciarsi a questo lavoro?

Contrariamente al lavoro di wedding planner, per fare la coordinator serve sicuramente essere organizzata, ma anche avere grande fantasia, problem solving e spirito di adattamento. I piani cambiano spesso e le variazioni saranno tante: l'iniziativa non deve mai mancare!





Quello che è emerso dall'intervista con Claudia è, senza ombra di dubbio, la sostanziale differenza tra Wedding Planner e Wedding Coordinator e l'importanza di una specializzazione precisa, puntuale e in linea con le proprie competenze ed aspettative.

Un'altra cosa interessante, a mio avviso, da analizzare è la differente linea comunicativa scelta da Claudia che ben si discosta dalla classica comunicazione wedding.

In che senso?

Normalmente la comunicazione wedding è un susseguirsi di cuori, farfalle, amore e piccole stelline che circondano tutto e tutti, in Colorato di Pink non c'è nulla di questo. La scelta cromatica (l'unica cosa vagamente in linea con il settore) è una scelta puramente personale, per il resto la linea comunicativa ed il tone of voice scelto sono completamente diversi da ciò che normalmente si è abituati a vedere.

Il motivo?

Il target. Ne ho parlato in diverse occasioni la scelta di una linea comunicativa dipende dal target, nel caso di Claudia mi sento di dire che il suo tone of voice è del tutto naturale e non studiato ma, data la sua clientela, assolutamente vincente. Ovviamente risulta vincente perché in linea con il business e gli obiettivi del brand.

Claudia ha trasportato la sua esperienza nell'organizzazione di eventi corporate in questo segmento di mercato, ciò lo si analizza anche dall'importanza data al sito internet colmo di informazioni e risorse gratuite (mia preferita la checklist del matrimonio), e la sua esperienza dimostra quanto la specializzazione, in un mondo di improvvisati, premi.


Per contattare Claudia trovate tutte le info qui.

Per riempirmi di domande invece mi trovate qui.

23 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti